Abbiamo guidato il primo tour a luglio 2019, da Calcutta a Delhi, passando per Varanasi, Mathura, Vrindavan, Agra, Pushkar e Ajmer: un’avventura come l’avevamo immaginata fin da subito, piena di sorprese e imprevisti.
Da allora non ci siamo più fermati (tranne una pausa obbligata durante la pandemia!).
Dal Ladakh all’Orissa, dalle giungle dell’Uttarakhand al deserto del Rajasthan, da Mumbai a Calcutta, Samsara Roads ha accompagnato più di 250 persone a scoprire l’India che avevamo in mente quando abbiamo deciso di lanciare questo progetto: l’India polverosa, sporca, affollata, quella dei remoti villaggi di montagna, tra boschi e cime innevate; l’India delle antiche tradizioni esoteriche, dei miti e dei rituali senza tempo, ma anche quella moderna che corre senza guardarsi indietro, calpestando le rovine del suo glorioso passato.
Col tempo, Samsara Roads è evoluta per rispecchiare ciò che stavamo diventando, le nostre passioni e le nostre competenze: abbiamo lanciato nuovi format di viaggio, come il “Tour allo sbaraglio” e il “Textile Tour”, scritto libri e guide sulla cultura indiana, tenuto corsi e girato documentari sull’Induismo.
In questi giorni stiamo disegnando una linea di mobili in stile indiano!
Stefano, nel frattempo, ha finito di scrivere e pubblicato il suo romanzo, frutto di sette anni di lavoro, ed è diventato guida ambientale escursionistica, con specializzazioni in tecniche di bushcraft e sopravvivenza, foraging, orientamento, tracce animali, etc; Giada ha avviato Bina Mirci, il suo brand di abbigliamento Made in India, che l’ha già portata a collaborare con varie realtà artigianali, dall’Himachal Pradesh al West Bengal.