Nel cuore del Rajasthan, non lontano dal deserto del Thar, si trovano le città di Pushkar e Ajmer; due città dalla vocazione molto diversa – separate da soli 11 chilometri – ma entrambe enormemente affascinanti e colorate.

Ajmer è la più grande delle due, ma comunque una piccola città (per gli standard indiani). E’ generalmente ignorata dai turisti stranieri, ma è un importante centro di pellegrinaggio per i Sufisti indiani, e una destinazione ricchissima di storia, di fascino e di cultura. Qui si trova il santuario (dargah) di Moinuddin Chisti; probabilmente il più celebre santo Sufi di tutta l’India, vissuto nel XIII secolo, e venerato da musulmani e non musulmani provenienti da tutto il subcontinente indiano. La sua tomba si trova dentro un grande complesso di monumenti in marmo bianco, con un imponente ingresso di pietra e porte d’argento, sempre affollato di fedeli, asceti itineranti (fakir) e maestri Sufi (pir), ma più pacifico la sera, quando la gente si siede per terra, fuori dal santuario, per ascoltare la musica qawwali suonata dal vivo. La dargah è circondata da un bazaar e da un quartiere di vecchie case colorate e fatiscenti, ristoranti di cucina Moghul e persiana, altri santuari, moschee, templi, cortili pieni di bambini che giocano a cricket o fanno volare gli aquiloni. La città diventa affollatissima durante l’annuale Ajmer Urs Festival, che commemora la morte di Moinuddin Chisti, quando decine di migliaia di persone si riversano per le strade di Ajmer, portando grandi stendardi colorati in processione, e nel cortile della dargah c’è musica dal vivo tutte le sere. Migliaia di fakir provenienti da tutta l’India, vestiti di stracci colorati, turbanti, rosari di legno e osso, con fruste, spade e spunzoni di ferro, si riuniscono e danzano per la città, cantano, suonano e pregano tutti insieme, esultanti e intossicati.

Altre destinazioni di interesse turistico sono il forte di Taragarh e la Citta’ d’Oro dentro il tempio jain di Nasyan.

Pushkar Lake

Pushkar, invece, è una piccolissima città – quasi un villaggio – di poche migliaia di abitanti, che sorge intorno a un antichissimo lago sacro agli indù, circondato da 52 ghat di pietra, templi, palazzi e case dipinte di bianco. Pushkar è un luogo estremamente pittoresco e molto pacifico, un luogo dove ci prenderemo una pausa dalla confusione delle grandi città, e dove l’unico traffico, nei pressi del lago, è quello di vacche sacre, scimmie, cammelli, asceti indù, turisti e pellegrini. La città ospita anche l’unico tempio di Brahma di tutta l’India, e per questo è meta di pellegrinaggio per la casta dei Bramini. Ogni anno, nel mese di Ottobre/Novembre, si tiene la celebre Camel Fair, la fiera dei cammelli. E’ non solo una fiera per la vendita e l’acquisto di bestiame –cammelli, ma anche capre, cavalli e pecore – ma un evento culturale e folcloristico, dove si assiste a corse di cammelli, danze, spettacoli musicali, esibizioni e competizioni di diverso genere. Durante la notte di luna piena, migliaia di visitatori da tutta l’India si immergono nelle acque sacre del lago di Pushkar, e visitano il tempio di Brahma.